Perché eiris

eiris é sia il nome del Sito, sia il nome di una delle tre riviste

  • ratio mathematica
  • eiris (epistemologia dell'informatica e ricerca sociale)
  • sem (skills for economics management)
che presentiamo assieme alle "monografie di eiris".

 

Cosa hanno in comune le tre riviste cosí apparentemente distanti nei titoli?

In realtá esse hanno in comune alcuni intenti e una visione generale delle Scienze che, brevemente, vogliamo spiegare per punti:

  • esaminare epistemologicamente l'informatica significa osservare la societá ed il contesto sociale nella sua globalitá, contesto che é stato completamente invaso, interconnesso e gestito da questa disciplina, che non puó essere piú riguardata solamente come nuova tecnologia, ma che deve essere studiata come la filosofia generale del villaggio globale e della societá dell'informazione, filosofia che produce effetti positivi e negativi che vanno valutati nella ricerca sociale e nei mutamenti che producono.
  • una societá capace dell'utilizzo, della gestione e della produzione di tecnologie sempre piú avanzate é una societá "colta" dal punto di vista della Matematica, della Logica e delle applicazioni di queste all'Ingegneria ed all'Economia. La rivista ratio mathematica risponde a questo scopo, occupandosi di ricerca scientifica, divulgazione e didattica nell'ambito della Matematica.
  • l'altro momento culturale per la comprensione approfondita della societá di oggi é l'esame dei fondamenti (skills) dell'economia. I modelli economici stanno cambiando, ad esempio mutano per un maggior uso della Matematica e dell'Informatica, introducono momenti sociali come la valutazione del benessere e degli influssi delle nuove tecnologie, pur conservando tutto ció che é l'aspetto classico dell'economia.

Ecco perché eiris é il titolo dell'intero sito e delle monografie, ecco perché l'epistemologia é e rimane il collante globale di queste tre riviste: tre, solo forse per ora.

Riviste on-line

La domanda fondamentale circa le opere diffuse esclusivamente con modalitá elettroniche: é da chiedersi se i lavori cosí prodotti possono essere presentati nei concorsi senza osservare le formalitá di legge previste per i lavori a stampa.

Ricordiamo tali formalitá:

Per i lavori stampati in Italia anteriormente al 2/9/2006, devono essere adempiuti gli obblighi secondo le forme previste dall'art. 1 del decreto luogotenenziale 31.8.1945, n. 660. Successivamente a tale data, devono essere adempiuti gli obblighi previsti dalla Legge 15.4.2006, n. 106 e dal D.P.R. 3.5.2006, n. 252. L'assolvimento di tali obblighi deve essere certificato da idonea documentazione, che attesti l'avvenuto deposito oppure l'autocertificazione del candidato, ai sensi del D.P.R. 445/2000. Per i lavori stampati all'estero deve risultare la data e il luogo di pubblicazione, in alternativa, il codice ISBN o equivalente. Le pubblicazioni devono essere prodotte nella lingua di origine e tradotte se in lingua diversa, in una delle seguenti lingue: italiano, francese, inglese, tedesco o spagnolo.

... E per la pubblicazione on line?

Si fa notare che diversi bandi di concorso danno esplicitamente indicazioni che per i lavori pubblicati on line su riviste registrate si puó fare a meno di fornire copia dell'avvenuto deposito; tuttavia, in mancanza di tale esplicita dichiarazione in un bando, si consiglia l'autore di stampare personalmente il numero di copie a lui necessarie e a provvedere personalmente al deposito suddetto, dettato dalla Legge 15.4.2006, n. 106 e dal D.P.R. 3.5.2006, n. 252.

 

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News del Sito

30/06/08
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